medioriente.net
[Medioriente] Crescono i coloni in Cisgiordania e cresce l'insofferenza degli israeliani verso Obama
di Alessandro Di Rienzo
Un rapporto dell'Amministrazione delle Forze di Difesa di Israele comunica che colonie e coloni sono aumentati in Cisgiordania da gennaio di quest'anno. + 2,3% per oltre 300mila coloni. La comunicazione avviene nel giorno in cui George Mitchell torna a chiedere una sorta di disimpegno anche nella West Bank. Cresce intanto l'insofferenza degli israeliani verso Barack Obama. “No al diktat degli Stati Uniti” è lo slogan usato in una manifestazione di coloni la scorsa notte; e il New York Time pubblica editoriali presi da Haaretz dal titolo: “Why Won’t Obama Talk to Israel?”.
[Libano] ''Der Spiegel'' irrompe nelle elezioni: Hezbollah dietro l'omicidio Hariri
Hezbollah nega fermamente di essere dietro l'assassinio di Rafik Hariri. Il "Partito di Dio" chiede al tribunale delle Nazioni Unite, istituito allo scopo di giudicare i colpevoli di quell'attentato, di prendere misure decise contro coloro che hanno scritto "queste bugie". Per Hezbollah ci sarebbe la mano di Israele dietro l'artico di "Der Spigel". L'attentato di Hariri ebbe come conseguenza diretta la cacciata dei siriani dal paese dei cedri. In un primi momento fu ritenuto il regime di Damasco emissario dell'attentato.
[Israele] Liberman a Roma, protesta Forum Palestina
Ad Hamas toccò l'ostracismo dell'Ue e della comunità internazionale tutta all'indomani della vittoria alle politiche per un parlamento di uno stato che non c'è. All'asse Netanyahu – Liberman – Barak tocca solo un po' di scetticismo, ma tanto basta a mandare l'opinione pubblica israeliana su tutte le furie. Le affermazioni del commissario Ue per le Relazioni Estere, Benita Ferrero Waldner, che ipotizzava un congelamento delle relazioni tra Israele e l'Unione Europa non sono affatto allo stato ebraico.
[Israele] La gentile sovranità dello stato ebraico
L'aviazione israeliana non ha direttamente provocato la morte di una madre palestinese e dei suoi quattro figli avvenuta a Beit Hanun (a Nord di Gaza) il 28 aprile scorso. Le loro morti sono da attribuire invece ad una «deflagrazione secondaria» provocata dall'impatto di un razzo israeliano su materiale esplosivo che aveva con sè un miliziano palestinese che si trovava nelle vicinanze. Lo afferma il portavoce militare israeliano, che ha divulgato oggi alla stampa un breve filmato. Le immagini mostrano due attacchi consecutivi dell'aviazione israeliana contro miliziani palestinesi.
[Israele] Azione armata palestinese nel più importante collegio rabbinico
Almeno otto persone sono rimaste uccise nell'assalto ad un collegio rabbinico nella città occupata dagli israeliani, riferisce la televisione israeliana. I feriti sono 35. Fra i morti vi sono due degli assalitori palestinesi e la polizia sta cercando un terzo. È stata trovata una cintura esplosiva.
[Palestina] Massacro continuato contro la gente di Gaza, ministro laburista Matan Vilnay: «sarà una shoah ancora più grande»
Si continua ad aggravare il bilancio dei sanguinosi combattimenti in corso da questa mattina intorno al campo profughi di Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza. Fonti mediche hanno detto all'ANSA che negli ospedali della Striscia sono stati trasportati 36 morti, ma che almeno altri 4 cadaveri si trovano ancora sul campo di battaglia: «I nostri mezzi di soccorso li hanno individuati, ma gli israeliani non consentono alle ambulanze di avvicinarsi per recuperare i corpi» ha riferito un medico contattato preso l'ospedale Shifa della città di Gaza.
[Libano] Una giornata particolare
«Vi diciamo che questo Libano non sarà israeliano, mai. Questo Libano non sarà americano e non lo dividerà perché resterà il paese della resistenza». È quanto ha affermato il leader di Hezbollah, Hasan Nasrallah, durante il discorso tenuto oggi in occasione dei funerali di Imad Mughniyeh, rivolgendosi ai politici dei partiti di maggioranza che oggi hanno celebrato il terzo anniversario della morte dell'ex premier Rafiq Hariri nel centro della capitale.
[Israele - Italia] Questione di libri?
medioriente.net apre un dibattito sull'opportunità o meno di avere Israele come ospite d'onore alla fiera del libro di Torino. inviate la vostra opinione su info@medioriente.net.
Israele Ospite d'onore della Fiera del Libro di Torino.
Non è né il luogo né il momento!
di Karim Metref
Quando un conflitto è in atto, dimostrare segni di solidarietà con una sola parte si chiama prendere parte. Festeggiare l'anniversario della creazione dello stato d'Israele invitandolo come ospite d'onore alla fiera del Libro di Torino, oggi poi, nella situazione terribile che vive il popolo palestinese, è una presa di posizione netta e chiara.
Non è il luogo!
a chi protesta, viene risposto che "La Fiera del Libro di Torino è un appuntamento importante per lo scambio di culture, di tutte le culture, (…)" e che "...Tutto il resto – intrighi, boicottaggi, campanilismi, scontri ideologici ..." non è al suo posto.
[Libano] Cronache di un paese senza presidente
di Massimiliano Frenza Maxia
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Il tredicesimo rinvio per l’elezione del Presidente della Repubblica Libanese, posticipata all’11 febbraio prossimo, rappresenta il sostanziale fallimento della proposta di mediazione della Lega Araba? Forse, ma è presto per dirlo, anche perché al di là della “proposta Moussa” non sembra vi siano altre vie negoziali percorribili.
Intanto, la polemica in seno alla comunità cristiano maronita, ha assunto nelle ultime settimane toni che non si sentivano dalla guerra civile del quindicennio 1975-1990. L’ex presidente della Repubblica, il filosiriano Suleiman Franjieh ha duramente attaccato la figura del patriarca maronita, il cardinale Boulos Nasrallah Sfeir, invitandolo a dimettersi. A supportare l’attacco è quindi intervenuto l’ex primo ministro Michel Aoun che, notoriamente ostile al titolare della sede di Bkerké, è arrivato ad indicare il patriarca come un “normale cittadino”, il cui giudizio (sulle faccende politiche) non può pesare più di quello di altri cittadini.
[Palestina] Addio George Habash, buon senso della causa palestinese
di Alessandro Di Rienzo
Quando l'opportunismo di Yasser Arafat spianava la strada allo sbeffeggiamento periodico della comunità internazionale verso la causa palestinese la lungimiranza morale e politica di George Habash ("al Hakim", il saggio), per quanto minoritaria, segnalava sempre ciò che sarebbe dovuto essere giusto per la Palestina.
Socialista e rivoluzionario dopo la disfatta del 1967, George Habash fu convinto della necessità di condurre fino alla fine la lotta per la riconquista della patria perduta. Aggettivato dagli storici e dai media come l'uomo del perenne rifiuto ha sempre respinto i compromessi che hanno di fatto poi danneggiato la Palestina.
Nato a Lydda nel 1926 in una famiglia cristiana di rito greco-ortodosso, ventiduenne fu cacciato con i parenti dalla terra natale. A Beirut è divenne medico alternando l'attivata di studente a quella di agitatore politico. La prima militanza fu nel MNA (movimento nazionalista arabo), una formazione composta da quell'intellighenzia iraqena, siriana, kuwaitiana, giordana che in Libano trovava terreno fertile per l'emancipazione politica. Nel 1957 è in Giordania a tentare di dare organizzazione ai profughi palestinesi. Picchiato, arrestato dal regime giordano rinunciò alla vita politica pubblica per la clandestinità quando entrò in vigore la legge marziale nel 1957. la prima condanna fu proprio in Giordania, 33 anni per attentati attribuiti al MNA.


