[Libano] ''Der Spiegel'' irrompe nelle elezioni: Hezbollah dietro l'omicidio Hariri
Hezbollah nega fermamente di essere dietro l'assassinio di Rafik Hariri. Il "Partito di Dio" chiede al tribunale delle Nazioni Unite, istituito allo scopo di giudicare i colpevoli di quell'attentato, di prendere misure decise contro coloro che hanno scritto "queste bugie". Per Hezbollah ci sarebbe la mano di Israele dietro l'artico di "Der Spigel". L'attentato di Hariri ebbe come conseguenza diretta la cacciata dei siriani dal paese dei cedri. In un primi momento fu ritenuto il regime di Damasco emissario dell'attentato.
[Libano] Una giornata particolare
«Vi diciamo che questo Libano non sarà israeliano, mai. Questo Libano non sarà americano e non lo dividerà perché resterà il paese della resistenza». È quanto ha affermato il leader di Hezbollah, Hasan Nasrallah, durante il discorso tenuto oggi in occasione dei funerali di Imad Mughniyeh, rivolgendosi ai politici dei partiti di maggioranza che oggi hanno celebrato il terzo anniversario della morte dell'ex premier Rafiq Hariri nel centro della capitale.
[Libano] Imad Mughniyeh ucciso a Damasco, Hezbollah denuncia i servizi sionisti e americani
«Il leader Imad Mughniyeh è stato ucciso per mano dei sioniiti israeliani», ha detto l'emittente Tv al Manar del movimento Hezbollah, interrompendo la normale programmazione. L'emittente ha affermato che Mugniyeh è stato ucciso a Damasco, dove nella tarda serata di ieri è esplosa un'autobomba che, secondo testimoni citati da fonti di stampa, ha causato la morte di una persona e il ferimento di altre due. Da decenni Mughniyeh manteneva i contatti tra Hezbollah e i servizi segreti iraniani e si riteneva avesse la sua base a Teheran, il più stretto alleato di Damasco.
[Libano] Quotidiane dichiarazioni di guerra dai rappresentanti politici
Il movimento sciita libanese Hezbollah ha oggi fatto sapere che la sua «furia potrebbe esplodere in ogni momento», rispondendo così alle affermazioni del leader druso antisiriano Walid Jumblatt, secondo cui la maggioranza al potere composta dalle forze del '14 Marzo' è pronta alla guerra contro lo stesso movimento sciita.
[Libano] Arrestati tre uffuciali e otto soldati per gli scontri di domenica dove sono morti nove sciiti
L'arresto di tre ufficiali dell'esercito e di otto soldati è stato ordinato da un giudice libanese, Jean Fahd, per l'uccisione di nove sciiti che parteciparono una settimana fa, il 27 gennaio, ad una violenta protesta a Beirut sud contro le interruzioni di elettricità. Il giudice ha anche ordinato l'arresto di sei civili, con l'accusa di aver provocato disordini e di porto d'armi illegale.
[Libano] Beirut irrequieta, ogni giorno episodi che minano la pace civile
Nuovi scontri si sono registrati questa mattina all'alba a Beirut. Ne danno notizia i media locali, secondo cui tre persone sono rimaste ferite e un mezzo delle forze di sicurezza interne è stato danneggiato. Tutto è iniziato quando alcuni giovani hanno cercato di affiggere alcuni manifesti lungo la Corniche, il lungomare della capitale libanese, all'altezza del quartiere di Mazraa. Secondo l'agenzia di stampa libanese 'Nnà, le tre vittime sono rimaste ferite dal lancio di pietre di alcuni manifestanti.
[Libano] Suleiman: Winograd certifica la vittoria congiunta di Hezbollah ed esercito libanese
«Il rapporto della commissione Winograd, - creata in Israele per fare chiarezza sulla gestione della guerra dell'estate 2006 in Libano - conferma la vittoria congiunta dell'Esercito libanese e del movimento sciita Hezbollah sullo Stato ebraico». Questa la considerazione del comandante dell'Esercito libanese Michel Suleiman, candidato unico alla carica presidenziale. «L'ammissione da parte di Israele che l'operazione militare contro il Libano ha fallito rafforza la nostra autostima», ha affermato Suleiman all'edizione odierna del quotidiano beirutino 'Al Safir'.
[Libano] Cronache di un paese senza presidente
di Massimiliano Frenza Maxia
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Il tredicesimo rinvio per l’elezione del Presidente della Repubblica Libanese, posticipata all’11 febbraio prossimo, rappresenta il sostanziale fallimento della proposta di mediazione della Lega Araba? Forse, ma è presto per dirlo, anche perché al di là della “proposta Moussa” non sembra vi siano altre vie negoziali percorribili.
Intanto, la polemica in seno alla comunità cristiano maronita, ha assunto nelle ultime settimane toni che non si sentivano dalla guerra civile del quindicennio 1975-1990. L’ex presidente della Repubblica, il filosiriano Suleiman Franjieh ha duramente attaccato la figura del patriarca maronita, il cardinale Boulos Nasrallah Sfeir, invitandolo a dimettersi. A supportare l’attacco è quindi intervenuto l’ex primo ministro Michel Aoun che, notoriamente ostile al titolare della sede di Bkerké, è arrivato ad indicare il patriarca come un “normale cittadino”, il cui giudizio (sulle faccende politiche) non può pesare più di quello di altri cittadini.
[Libano] Una calma tesa nella Beirut che ogni giorno fatica ad evitare la guerra civile
Una calma carica di tensione si registra nella mattinata di oggi alla periferia meridionale di Beirut, dove ieri otto persone sono rimaste uccise in scontri tra manifestanti dell'opposizione sciita e esercito. La zona degli scontri, nei quartieri controllati dal movimento sciita Hezbollah che durante la guerra civile del 1975-1990 erano la linea del fronte, appariva oggi come un campo di battaglia. Nel resto della città il traffico è sin dalle prime ore del giorno notevolmente ridotto, mentre il Paese osserva una giornata di lutto nazionale decretata dal governo.
[Libano]Otto uccisi in un corteo indetto da Amal e Hezbollah, i partiti sciiti invitano alla calma,
Si è ulteriormente aggravato il bilancio degli scontri odierni a Beirut fra esercito e manifestanti: il numero dei morti è salito a otto, quello dei feriti a 29. Il nuovo bilancio è stato reso noto da fonti dell'opposizione.


